PS I LOVE YOU.2

Ho un vezzo.
Mi piace farmi prendere cura dei miei capelli con regolarità. Non ho tanti vizi e quella è un’abitudine settimanale a cui non voglio rinunciare. Così dopo i miei 25 giorni di isolamento di gennaio, mi sono vestita come per andare ad un party, dando la possibilità ai miei vestiti di prendere aria, e mi sono fiondata dalle mie parrucchiere affidando alle loro sapienti mani la mia chioma diventata più ribelle di me.
Sono i momenti in cui facciamo delle chiacchiere da donne e ci infiliamo in mezzo sempre ragionamenti più profondi.
Il poeta Josè Bergamin diceva “Fa che il tuo pensiero sia profondamente superficiale” e noi, devote, gli rendiamo merito.
Ed è stata in una di queste occasioni che parlando con la Marty, una delle ragazze, viene fuori che lei evita storie sentimentali serie. Teme di ritrovarsi nelle stesse situazioni in cui si è già imbattuta e di riprovare lo stesso dolore.
Ma guarda! Proprio dove ci eravamo fermati nel PS I Love you. 1.
Metto in pausa un secondo il racconto, per riprendere il punto. In sostanza la volta scorsa dicevamo che ripetiamo e ripetiamo sempre gli stessi errori, se così li vogliamo chiamare. Cadiamo e ci rialziamo, mentre ancora ci stiamo leccando le ferite. Riiniziamo, ma ci accorgiamo che ci siamo infilati nuovamente in una storia che è il copia/incolla della precedente. Ci chiedevamo quindi come uscire da questo cul de sac.
Ritorno alla storia della Marty. Scavo un po’ e tra una finta e sorridente minaccia di coachizzarla e qualche domanda in più arriviamo al tema di fondo “Secondo te perché incontri sempre lo stesso tipo di uomini? Che cosa ti spinge verso di loro? Che cosa ti vuole insegnare la vita facendoti scegliere queste persone?”. Quante domande! A cui segue di solito un benefico e suggestivo silenzio. E sono le domande che rivolgo a tutte le Marty e i Marti che si trovano in questa situazione.
Nel momento in cui adocchiamo un uomo o una donna e cominciamo a farci delle fantasie su questa persona, anche senza conoscerla, dentro di noi, nel nostro angolo più recondito e inconsapevole, abbiamo deciso di andare in quella specifica direzione.
L’importante è riuscire a comprendere che cosa ci attrae là.
O meglio, che cosa dobbiamo imparare ad affrontare … là?
Benefico e suggestivo silenzio, uguale a quello della Marty.
Provo a spiegare quello che è il mio pensiero diversamente. Quando un bambino impara a camminare …cade. Chi di noi ha avuto dei figli, o ha avuto modo di stare con dei bambini piccoli, sa che i bimbi cadono sempre nello stesso modo e quasi sempre nella stessa posizione. Poi si tirano su. Dopo un attimo, appena hanno capito, si ributtano giù e si ritirano su. Noi grandi li guardiamo e sorridiamo vedendo i loro sederi cicciotti rimbalzare costantemente per terra. In realtà loro si stanno allenando, come dei piccoli soldatini, per essere certi che dalla caduta ci sia una risalita certa. Mica ne sono consapevoli. E’ l’istinto che li porta a cercare la giusta solidità per potersi reggere bene sulle gambe e correre verso la vita.
Non facciamo lo stesso da adulti? Ripetiamo lo stesso errore fino a che non abbiamo capito, anche quando abbiamo meno inconsapevolezza e morbidezza per attutire il colpo. La vita è talmente generosa che ci fa trovare sempre in quelle situazioni, soprattutto ai recidivi seriali. E’come una brava e paziente mamma che ci prova a spiegare una cosa in mille modi, sperando che prima o poi la capiamo. Sfortuna? Secondo me no. Non incontriamo lo stesso tipo di uomini o di donne perché siamo sfortunati. Siamo noi che li cerchiamo.
Succede quando ci ritroviamo sempre ad inseguire uomini o donne non disponibili. Succede quando cerchiamo di salvare incessantemente il partner dalla sua vita contorta e complicata. Succede quando veniamo traditi. Succede quando tradiamo. Succede quando incontriamo narcisisti pieni di sé e noncuranti degli altri. Succede … potrei andare avanti all’infinito.
E’possibile spezzare il meccanismo?
Sono ottimista. Il trucco sta nel capire perché siamo lì, in quel preciso e ripetitivo punto. E comprendere a cosa ci stiamo allenando cadendo e rialzandoci. Non è che capire questo inghippo sia poi così facile. Ovvio.
Tuttavia una volta capito ,possiamo poi decidere consapevolmente che strada scegliere. Può anche essere che ci piaccia ripetere quella situazione che, a quel punto, non sarà più né errore né sfortuna, ma scelta deliberata. Oppure cercare qualcuno che ci faccia stare diversamente. Scegliamo consapevolmente la via.
C’è un’altra soluzione in realtà che è scappare, rifugiarsi, rinchiudersi. Evitare altre relazioni. Ho come la sensazione però che, prima o poi, questo tipo di soluzione presenti il suo conto. E’ come se il bambino di cui sopra decidesse di non rischiare, di non cadere e di conseguenza di non iniziare a correre. Evitare è una posta troppo alta per sostenerla a lungo.
Per tornare alla protagonista di questa storia …chissà se la prossima volta in cui le affiderò la mia chioma, la Marty avrà qualche riflessione da raccontarmi. Sono proprio curiosa.
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lorenza
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Sono Lorenza Girotti, coach specializzata in Life e Business Coaching. Mi occupo di crescita personale e aiuto i miei clienti a costruire il futuro che desiderano nella vita e nel lavoro e li sostengo nell'attivare le risorse necessarie affinchè quel futuro diventi realtà. Grazie ad una lunga e significativa esperienza professionale maturata a fianco di imprenditori e manager, ho fondato il progetto My Coach che utilizza un metodo concreto ed orientato al risultato.