Le Stagioni dell’Anima. L’Inverno

Ho una convinzione segreta.
Secondo me la Chiesa Cattolica ha mantenuto la scelta di celebrare il Natale a fine dicembre per dare un pò di amore e calore ad una stagione che fa letteralmente schifo.
Certo, so che dietro la scelta cristiana di questa data ci sono ipotesi storiche e teologiche di gran lunga più articolate e di spessore della mia, ma un pò il dubbio mi rimane.

In Inverno, se vivi in questa parte del mondo ed hai un lavoro normale, ti alzi al mattino che è ancora buio.
Esci di casa e guardi per terra attento a dove metti i piedi per non scivolare. Preferisci in ogni caso non guardare in alto perchè il cielo è plumbeo. Torni a casa che è di nuovo buio.
Se tieni parcheggiata la macchina verso Nord, devi avere sempre con te un buon sbrinatore per vetri auto, a meno che tu non voglia tenere l’auto accesa per 40 minuti prima di partire e inquinare più che a Saigon pur di vedere dove stai andando.
Se poi hai la fortuna di avere degli incontri ravvicinati con la nebbia, la domanda “dove sono?” risponde ad esigenze pratiche più che ad astrazioni metafisiche.
i giardini sono spogli. Gli alberi sono fragili e nudi e il verde fatica a trovare una sua identità.

Lo so. L’ho fatta grigia.

In realtà in Inverno ci sono giornate di sole meraviglioso che con l’aria fredda fanno diventare il cielo blu.
L’inclinazione bassa del sole permette di avere una luce davvero speciale.
Il silenzio mentre cammini dopo una intensa nevicata è uno dei suoni più belli che io conosca.
Si prova una tenerezza intensa per un uccellino che scava ovunque pur di trovare del cibo. Osserveremo quell’uccellino in estate? Mi sa di no.
Se abbiamo la fortuna di poter andare a fare una passeggiata in una bella giornata non fredda ci sentiamo bene e pieni di energia per tutto il giorno.

In Inverno ci nutriamo di dettagli. Impariamo ad apprezzare le piccole cose.

Non solo.
L’Inverno ci aiuta ad accettare la realtà. Eh si avrei tanto voluto andare fuori stasera, ma le strade sono ghiacciate e faccio altro in casa.
L’inverno allena ad essere razionali, a comprendere che le situazioni non dipendono solo da noi e che dobbiamo accettare che possono andare diversamente da come avremmo voluto.
La conseguenza è che vediamo le cose con più distacco e, di solito, quando vediamo le cose con occhi distaccati, siamo anche più obiettivi.
Mettiamo insieme un atteggiamento meno frizzante e spavaldo, ma più maturo e consapevole.

Impariamo ad alternare le emozioni forti come la gioia e la rabbia con stati d’animo più garbati.

L’Inverno mi ricorda per questo motivo un bravo genitore, che aiuta i propri figli a crescere.
Li aiuta a riconoscere la realtà per quella che è, con occhio disincantato. Li sprona a cogliere ciò che di bello c’è dentro questa realtà. Per mantenere il ruolo è necessariamente distaccato; a volte può sembrare freddo, ma dentro di sè coltiva una speranza inossidabile per un bel futuro da riservare ai propri figli.

L’Inverno è il vero seme della speranza.

Dai rami secchi degli alberi s’indovina il verde a venire.
Sappiamo che gli uccellini affamati di lì a poche settimane potranno fare i loro nidi. Conosciamo bene come l’inclinazione del sole diventerà nel giro di poco tempo sempre più verticale.
Abbiamo la certezza che nello scandirsi ritmato delle stagioni dopo l’Inverno arriva la Primavera col suo vento e la sua voglia di cambiare e di afferrare situazioni nuove. Nessuno ce la toglie questa certezza.
In Inverno impariamo a sperare in qualcosa che in effetti accadrà.

Dicono che quando si vive un lutto per superarlo sono necessarie le 4 stagioni. Perchè ogni parte profonda di noi, per potersi adattare alla perdita, ha bisogno di vivere i mutamenti che la Natura si porta dentro. E passando da una stagione all’altra viviamo anche le emozioni che ci portano a ricominciare: la rabbia, la tristezza, il distacco e la rinascita .

I nostri cuori, i nostri corpi conoscono prima della nostra mente questi cicli e si adattano ad essi. Sanno che c’è un tempo per spogliarsi e un tempo per coprirsi. Sanno che c’è un tempo per essere liberi e folli, un tempo per essere tristi e un tempo per essere razionali.

Questo ci dà equilibrio interiore e solidità e ci permette di godere la vita con tutte le facce che ci vuole riservare.

Qui finisce il nostro viaggio attraverso le Stagioni dell’Anima. Ma come ogni viaggio in realtà non c’è mai una fine e così siamo pronti a rifiorire nella Primavera ormai alle porte e, forse, il prossimo Natale saremmo ancora lì a chiederci se il 25 dicembre è una data voluta per metterci buoni e amorevoli in una stagione che fa letteralmente pena oppure no.

Buon approssimarsi della Primavera a tutti.

Lorenza Girotti

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Sono Lorenza Girotti, coach specializzata in Life e Business Coaching. Mi occupo di crescita personale e aiuto i miei clienti a costruire il futuro che desiderano nella vita e nel lavoro e li sostengo nell'attivare le risorse necessarie affinchè quel futuro diventi realtà. Grazie ad una lunga e significativa esperienza professionale maturata a fianco di imprenditori e manager, ho fondato il progetto My Coach che utilizza un metodo concreto ed orientato al risultato.