Non possiamo decidere come ci vedono gli altri

Laura 37 anni, single, bella presenza, addetta ufficio commerciale e con un gatto soriano che ha da poco salvato dal suo stato di senzatetto, si alza tutte le mattine con la convinzione che il mondo sia popolato da stronzi.

Le sue relazioni durano in media al di sotto dell’anno solare. E’ convinta che gli uomini che frequenta non la capiscano. Quando le muovono una critica , si sente minacciata e messa in discussione come persona.

Sul lavoro non le viene riconosciuto l’impegno e la capacità che ci mette.

Con le amiche si lamenta di quanto sia sfigata e di quanto il mondo non la apprezzi.

Ogni tanto si chiede che cosa vedano gli altri in lei, ma fa fatica a trovare una risposta.

Come ci vedono gli altri?

A modo loro.

Noi non lo possiamo scegliere.

Prima lo accettiamo,  prima forse, riusciamo a vivere meglio insieme al mondo che ci circonda.

Ricordo che da ragazzi provavamo a farci riconoscere dagli altri con un’etichetta che noi ci costruivamo addosso in maniera più  o meno consapevole. Anche perchè altrimenti ce la costruivano gli altri. Diventavamo allora quella che ascolta, quello che fa ridere, quella che se la tira, quella ribelle, quello serio che farà carriera, e così via.

Avremmo voluto che gli altri riconoscessero questo nostro marchio di fabbrica, ma mica potevamo pretenderlo. Ognuno ci vedeva come gli pareva.

Ognuno di noi ha la sua verità.

La verità assoluta non esiste.

Ognuno di noi ha la sua verità e la sua percezione della realtà.

Questo genera diversità tra le persone e questa diversità dipende da un’infinità di elementi :  dai nostri sensi, dall’educazione che abbiamo ricevuto, dalla vita che ci ha induriti o ammorbiditi e da come il nostro cervello assembla tutte queste informazioni e ci trasforma nella persona UNICA che ogni mattina tira su la serranda della propria vita.

Esistono tante verità/realtà relative tante quante persone popolano il pianeta.

Se mettessi Laura in una stanza con 10 persone e ognuna scrivesse in una busta tre aggettivi per descriverla salterebbe fuori un quadro di Laura molto vario e forse distante da come si percepisce lei.

Laura come reagirebbe a vedersi fotografata da tante macchine fotografiche che usano pellicole diverse dalla sua? Probabilmente si sentirebbe a disagio, minacciata, di sicuro giudicata.

Perchè?

Laura si è costruita il suo involucro , sicuro,  per proteggersi dalla durezza della vita e dalle sue delusioni. Ha sofferto quando ha lasciato un uomo che amava. Ha fatto fatica a rialzarsi quando ha scoperto che il suo uomo se la faceva con la sua migliore amica. L’ha ferita il comportamento del collega che parlava male di lei al direttore commerciale.

L’ involucro le è costato fatica e impegno. Non le va che chiunque lo metta in discussione con le sue opinioni. La destabilizza. Allora rifiuta gli altri per non sentirsi attaccata. E alla fine si rinchiude sempre di più. E gli altri saranno sempre più stronzi perchè lei non gli permette di entrare.

Questa è la storia di Laura.

Noi dobbiamo accettare che gli altri ci vedano in modo diverso dal nostro?

Noi come dovremmo reagire a vederci fotografati da tante macchine fotografiche che usano pellicole diverse dalle nostre?

Scappare e allontanare le voci diverse intorno a noi, o imparare ad accettare che gli altri ci vedano diversi da come vorremmo essere?

Credo che ognuno abbia  il diritto di percepire sè e il mondo che lo circonda a modo suo. Non esiste una verità più vera delle altre.  Nessuno può imporci la propria visione del mondo MA …… le altre verità, quelle degli altri, così antipatiche perché diverse, possono farci crescere, farci vedere le cose in un modo che non avevamo preso in considerazione.

Raccontata così sembra che dobbiamo accettare chiunque e che comunque alla fine non veniamo capiti o riconosciuti per come ci sentiamo.

Abbiamo il diritto di essere visti dagli altri come noi vediamo noi stessi?

Abbiamo il diritto di essere  visti, apprezzati e amati dagli altri come noi vediamo,apprezziamo e amiamo noi stessi?

Abbiamo profondamente diritto e bisogno di essere riconosciuti nel modo più simile a come ci vediamo noi!

La diversità arricchisce e ci fa crescere. Ma a piccole dosi.

Dicono che gli opposti si attraggono. Però se io vedo giallo e lui vede sempre blu è una gran fatica e prima o poi uno dei due si stanca. Sono combinazioni complicate e prima o poi ci lamenteremo che non ci sentiamo capiti, compresi e amati.

D’altra parte il sole e la luna che fanno parte dello stesso universo si incontrano ai nostri occhi per brevi istanti .

Come possiamo trovare qualcuno che ci veda come ci vediamo noi?

Non possiamo decidere come ci vedono gli altri ma possiamo scegliere da chi farci stare accanto.

Dobbiamo avvicinarci e scegliere persone simili a noi. Persone con cui sentiamo che abbiamo valori e interessi che si mappano. Non ci vedranno mai come noi vediamo noi stessi ma forse sentendoci capiti e amati , accetteremo di più anche le critiche e ci sentiremo meno messi in discussione.

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Sono Lorenza Girotti, coach specializzata in Life e Business Coaching. Mi occupo di crescita personale e aiuto i miei clienti a costruire il futuro che desiderano nella vita e nel lavoro e li sostengo nell'attivare le risorse necessarie affinchè quel futuro diventi realtà. Grazie ad una lunga e significativa esperienza professionale maturata a fianco di imprenditori e manager, ho fondato il progetto My Coach che utilizza un metodo concreto ed orientato al risultato.