Le donne vogliono…il seguito

Ho ricevuto numerosi commenti al precedente articolo  Le donno vogliono fare davvero le top manager? O avere un ruolo da predatrice?” (https://medium.com/@lorenzagirotti/le-donne-vogliono-davvero-fare-le-top-manager-819189db85e9).

Sono emersi molti spunti e molte riflessioni per i quali il ringraziamento da parte mia è immenso. Ma alcuni, uomini e donne,  un po’ stizziti , mi hanno scritto “beh tutto qui. Abbastanza scontato , ma poi… dove si va ? qual è la soluzione?”.

Pare che non me la sia cavata a non dare una sorta di via d’uscita da questo impasse che la confusione dei ruoli della nostra epoca ha generato.

Allora ho colto la sfida. Ed ecco il seguito.

La prima riflessione che ho fatto è stata di quanto gli uomini siano profondamente consapevoli del valore delle donne nelle loro vite. Le percepiscono responsabili, riflessive, tattiche, con una marcia in più, capaci di coinvolgere un team e tanto altro ancora. Grande valore viene riconosciuto alle donne sia nella famiglia che nel lavoro. Messaggi retorici ? il dubbio un pò rimane , ma confesso che li ho percepiti come autentici.

Tuttavia quasi nessun uomo  ha posto il tema che al contrario quasi tutte le donne hanno messo in evidenza.  Qui nasce la profonda distanza che provo ad analizzare.

E’ il tema del sacrificio.

La parola sacrificio è comparsa molte volte nei messaggi delle donne. Mai con un’accezione di lamentela , quanto piuttosto di rassegnazione . La bilancia per la donne ha due pesi : da un lato la famiglia , dall’altro il lavoro. Tanto più si dedicano ad uno, tanto meno tempo avranno per l’altro. Il sacrificio e il conseguente senso di frustrazione nascono dalla parziale o totale rinuncia dell’uno o dell’altro peso.

Per quale motivo per le donne è un sacrificio?

Faccio l’esempio dell’attuale generazione. Ma può valere tranquillamente anche per la mia di cinquantenne e forse anche per la precedente.

Oggi noi alleviamo i nostri figli ( maschi/femmine) affinchè si realizzino al meglio nel loro futuro . E a quel futuro, credo di poter generalizzare, tutti noi diamo un significato professionale. Cerchiamo di farli studiare nelle migliori scuole ; chi ha i mezzi li manda all’estero. Se sono fortunati entrano nel mondo del lavoro e lì inizia il loro percorso di vita vera . Se sono poi molto fortunati incontrano l’amore, quello vero che ti fa pensare di mettere su famiglia. Quando ami una persona è abbastanza naturale pensare di fare insieme dei figli. E’ un “bisogno”ancestrale che fa parte di noi. Ma lì iniziano i guai.

Noi gli abbiamo insegnato , a torto o a ragione , che la realizzazione non è tra le mura domestiche , ma fuori .

Anche i miei genitori , andando indietro nelle generazioni, mi hanno insegnato questo. Quando una donna che lavora fa un figlio perde di vista quella realizzazione per la quale ha tanto faticato . Si sente  esclusa da un mondo che poi teme la rifiuti. Quindi quando rientra al lavoro agisce in rincorsa . Qualcuno mi ha scritto “deve dimostrare” di valere. Innesca una specie di lotta . Bisogna capire se è con sè stessa o con il mondo che la circonda . Questo implica fatica e le fa sentire di sacrificare sempre qualcosa.

Non tocco in questa sede il tema delicato della famiglia, perchè merita un’attenzione molto più approfondita . Tuttavia un richiamo va fatto. In Italia ad esempio il tema della natalità è un grosso problema. Il prof Blangiardo in una recentissima intervista su radio Rai ha detto “ogni anno è il peggiore rispetto a quello precedente rispetto alla natalità”. Quindi non si fanno bambini. Come gestiscono i figli i genitori separati che lavorano?  Grandi complicazioni.

Ci sono poi donne che , e vi assicuro che non sono poche, allevano i figli da sole . Quando dico sole , intendo sole. Fanno diversi lavori per permettere ai figli di studiare. Nella maggior parte dei casi sono ragazzi estremamente in gamba e le loro mamme sono donne tenaci, creative, piene di valori e che non si lamentano.

Questo breve excursus per comprendere  che , a mio avviso, la “negatività” , come riportato da qualcuno, che alcune donne portano nel mondo del lavoro o l’aggressività con cui affrontano  la vita o ancora la rassegnazione che in alcuni casi trapela dai loro occhi, nasce dall’aspettativa di realizzazione con la quale siamo state educate e con la quale continuiamo ad educare.

Aspettativa di realizzazione dunque. Giusta o sbagliata? Credo che il desiderio di realizzazione sia giusto.

L’uomo fatica ad entrare in questo meccanismo. Viene educato alla realizzazione , senza tuttavia dover mettere qualcosa di sacrificabile sulla bilancia. Il suo è un percorso apparentemente senza ostacoli. O almeno così noi donne lo vediamo.

E’ sensibile, come dicevo sopra, a ciò che la donna affronta . E lo hanno dimostrato i numerosi commenti di uomini che ho ricevuto sull’articolo precedente.  Si rende conto che c’è qualcosa da fare , ma non sa bene cosa. Ricordiamoci : per l’uomo è importante agire. Noi elaboriamo strategie o tattiche. Loro devono agire per risolvere. Predatori.

I più evoluti parlano di “femminizzazione” ( un neologismo che non suona benissimo) dei comportamenti maschili, tali da sviluppare una nuova emotività maschile senza rinunciare alla virilità intesa come carismatica, autentica,maieutica.

Tuttavia penso che anche in questo modo siamo lontani dalla soluzione del problema . Alle donne piace l’uomo sensibile, ma gli piace un pò di più il duro emotivamente stabile.

La soluzione?

Ce l’ho. Non posso scappare due volte di seguito dal proporre una strada. Ma a modo mio. Attraverso la consapevolezza.

Mi spiego.

  1. Consapevolezza come donne della bilancia che ognuna di noi ha dentro di sè. Dobbiamo accettare se per noi conta più la famiglia o il lavoro. Se la bilancia pende più da una parte o dall’altra non ce ne dobbiamo vergognare . Saremmo semplicemente più motivate e meno frustrate a prendere decisioni e fare scelte nella direzione in cui la bilancia pende. Una volta che siamo consapevoli di quello che è veramente importante per noi , come per magia ( il riferimento alle favole a me piace sempre ) prenderemo quella strada  e forse ci circonderemo di persone che ci apprezzano per quello che siamo. Mi viene da dire che così la parola sacrificio dovrebbe calare.
  2. Consapevolezza nell’educazione dei figli. E’ giusto aiutarli a realizzarsi. Ma è altrettanto importante spiegare loro come stanno le cose , in maniera oggettiva . Solo cosi potranno gestire al meglio le loro aspettative future.

E per concludere

La parola comandare nella gestione dei ruoli è stata ribadita piu e più volte nei commenti ricevuti. Sia dagli uomini sia dalle donne.

Lascio la  parola ad una lettrice “lasciare il comando agli uomini? Con donne dietro le quinte che comandano gli uomini che comandano la società”

Lascio la parola ad un lettore” La Donna deve avere il ruolo di Capo. E’ lei che alleva le Future Generazioni. a Lei spetta il ruolo più importante nella nostra società”

Stesso pensiero.

Io la vedo così. Le donne possono Guidare col Cuore più che Comandare. Per l’uomo è più facile farsi guidare che non comandare. Non è semplice . Bisogna trovare tanti equilibri e saper gestire al meglio le nostre emozioni che a volte ci tradiscono. Dobbiamo solo imparare.

Come fare? Beh questo ve lo racconto un’altra volta….

lorenza
lorenza
Sono Lorenza Girotti, coach specializzata in Life e Business Coaching. Mi occupo di crescita personale e aiuto i miei clienti a costruire il futuro che desiderano nella vita e nel lavoro e li sostengo nell'attivare le risorse necessarie affinchè quel futuro diventi realtà. Grazie ad una lunga e significativa esperienza professionale maturata a fianco di imprenditori e manager, ho fondato il progetto My Coach che utilizza un metodo concreto ed orientato al risultato.